lunedì 2 giugno 2014

La spazzatura virtuale.

Sul virtuale c'è un po' di tutto, quindi è ovvio che ci sia anche molta spazzatura.
Quello che però è sorprendente è che essa sia presente in quantità maggiore dove non ti aspetteresti di trovarne molta: mi riferisco a Google news.
Le news, lo dice anche il nome, dovrebbero essere le notizie fresche, le ultime notizie.
Invece assistiamo, in quantità esponenziale, al ripetersi all'infinito come in un inesauribile tam tam mediatico, di notizie vecchie che se all'origine erano nuove, dopo un po' non solo sono diventate obsolete ma che hanno fatto la fine del pesce fresco dopo un paio di giorni all'aperto in una assolata giornata d'estate.
Questo aberrante fenomeno è dovuto alla pubblicità, che avendo bisogno di spazi e di visibilità, incoraggia chiunque sia capace di scrivere in un italiano decente, ovvero chiunque dalla terza media in su ed anche in giù grazie ai correttori automatici, a diventare "giornalista" ed a pubblicare la qualunque cosa spacciandola per news.
Va da sè che gli aspiranti giornalai, perchè mi sembrerebbe offensivo per la categoria chiamarli giornalisti, naturalmente per la maggior parte privi di qualsiasi fondamentale e ben muniti di un'insopportabile mancanza di spirito critico, riportano all'infinito qualsiasi gossip astenendosi naturalmente dall'affrontare temi importanti dove non potrebbero a lungo nascondere la loro totale estraneità con la parola informazione.
Identico fenomeno accade su You Tube, dove milioni di contenuti spazzatura importati da gente che il talento non sa neppure dove sia di casa, impediscono di fatto a chi il talento ce l'ha davvero di farsi notare e di emergere.
A causa di queste distorsioni della realtà sarà il caso di aggiornare la famosa frase "uno su mille ce la fa" in una molto più realistica " uno su un milione ce la fa", quello che prende il gratta e vinci fortunato.

Nessun commento:

Posta un commento