domenica 1 giugno 2014

Lettera aperta a Beppe Grillo.

Caro Beppe
Ti seguo da almeno 10 anni ed ho letto tutti i tuoi libri, ho condiviso in toto la tua sacrosanta protesta, mi sono iscritto al movimento in tempi non sospetti e alle ultime politiche l'ho anche votato.
Ma poi ho iniziato a curiosare sul web nei gruppi dei tuoi sostenitori (ti consiglio di farlo anche tu, resterai sorpreso ) e mi sono davvero spaventato.
Ed ha iniziato a risuonarmi nella testa una frase di Antonio Gramsci: " Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato "
Ora mi domando Beppe, perchè? 


 Eri ad un passo dall'entrare nella storia, un piccolo passo, ti bastava portare la tua protesta sul territorio, radicarla nelle persone vere, preparare un programma omogeneo e convincente ed era fatta, avresti costruito il primo partito Italiano in pochi mesi, come fece Berlusconi nel lontano !992.
Ed invece, forse malconsigliato da quel confuso ed oscuro personaggio che ti porti appresso, hai preferito affidarti ai dissociati del web, persone che per la maggior parte si sono costruite sulla rete delle esistenze fittizie per evadere da una realtà che non gli piace e non li soddisfa.
Il risultato eccolo qui, sotto gli occhi di tutti, solo intolleranza ed insulti  per chi non la pensa come loro.
La politica, come ripete il tuo avversario, quello che tu chiami ironicamente "ebetino" e che a sua volta avrebbe potuto chiamarti "ebetone", ma non l'ha fatto, è una cosa bella, è servizio alla gente e per la gente.
Tutti facciamo politica ogni giorno, anche quando dichiariamo che non ci piace, anche quando raccogliamo una carta da terra per metterla in un cestino.
Una società civile non può esistere senza la politica, la differenza è solo che si può fare buona o cattiva politica, ma queste cose le dice il tuo avversario e per questo ha vinto e non perchè gli italiani sono tutte pecore come dicono i tuoi fanatici sostenitori.
L'onestà è importante in un politico, ma non è la sua dote principale, quella e la capacità, e nell'armata Brancaleone che hai mandato nel parlamento e nei municipi italiani di capacità ne vedo davvero pochina.
Beppe, hai avuto il tuo momento di gloria ma ormai quel momento è passato, ora per te la strada è tutta in salita
Potresti arroccarti sul Piave e riorganizzare le fila del tuo esercito come fecero gli italiani dopo Caporetto, ma non credo che lo farai.
Ho il sospetto che passerai alla storia come quello del "vinciamo poi" e questo onestamente mi dispiace, sei un uomo di valore, meriteresti e potresti fare molto di più.
Ormai dipende solo da te.
Con sincero affetto
Oscar Zeni.

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